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MioBIO News

  • Alimentazione Vegana


    L'alimentazione vegana esclude dall'alimentazione ogni alimento di origine animale, quindi non soltanto carne e pesce, come per i vegetariani, ma anche latte, latticini, uova, miele. Chi adotta questa dieta, solitamente lo fa per motivazioni etiche, che poi tende ad estendere ad ogni altro aspetto, perciò non veste pelle, non adotta creme che contengano cera d'api e via di seguito.

    Tuttavia c'è chi apprezza la dieta vegana anche per i risvolti salutistici. Infatti una dieta vegetale, se ben condotta è in grado di apportare miglioramenti alla salute nei seguenti termini.

    1. Abbassamento dei livelli di colesterolo e di pressione arteriosa, principali fattori di rischio di arteriosclerosi e di malattie coronariche.
    2. Riduzione del rischio di diabete mellito grazie alle proteine vegetali in grado di migliorare la gestione dell'insulina.
    3. Alto contenuto di fitoestrogeni utili alla prevenzione di osteoporosi e dei tumori ormono-sensibili femminili e maschili.

    4. Riduzione del rischio di alcuni tipi di tumore come quelli del colon-retto, dell'esofago e della prostata.


    Alimentazione Vegana
    • Il primo segreto è quello di utilizzare cereali integrali nell'impasto di pane, pasta, pizza e ogni altro prodotto da forno. Quindi via libera a farro, avena, orzo. Integrale è meglio pure il riso, rispetto alle versioni raffinate, private di crusca e germe. La fibra, abbondantemente contenuta negli alimenti integrali, facilita il transito intestinale, aumenta il senso di sazietà e non crea sbalzi glicemici, riducendo il bisogno di spuntini tra i pasti principali.
    • La seconda carta in mano a chi segue un regime dietetico di questo tipo è il ricco utilizzo di frutta, verdura, legumi, frutta secca e semi oleosi come quelli di sesamo, lino e girasole. Alimenti questi sicuramente salutari per l'organismo in quanto apportatori di vitamine, sali minerali e fito-nutrienti.
    • Infine l'assenza di alimenti di derivazione animale abbassa drasticamente i livelli di colesterolo e l'assunzione di grassi saturi.

    Chi dubita che questo tipo di dieta possa arrecare qualche tipo di carenza non è bene informato, in quanto, se ben bilanciata, l'alimentazione vegana non è carente né in apporto di ferro, di calcio, né tanto meno di proteine. Riguardo all'aspetto vitamina B12, leggi B12: scheda di approfondimento.


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  • Suggerimenti alimentari. E se alcune abitudini a tavola si potessero correggere?



    Vediamo alcuni suggerimenti alimentari, utili per sfruttare al meglio le proprietà nutritive rilasciate dal cibo che mangiamo.

    Frutta a fine pasto

    Per quanto sia radicata l'abitudine di mangiarla a fine pasto, la frutta sarebbe in realtà meglio assumerla lontano dai pasti principali, a stomaco vuoto. Essendo costituita da zuccheri semplici, la fase di digestione all'interno dello stomaco è molto veloce, da 20 a 40 minuti. Se però lo stomaco è impegnato nella digestione di un pasto, il transito della frutta può durare 3-4 ore. A questo punto bisogna ricordare che la frutta che sosta per ore nello stomaco, è predigerita (masticata e trattata dagli enzimi della saliva) e si trova in un ambiente caldo e molto acido. Questo, specialmente se il pasto è pesante, può provocare fenomeni fermentativi, gonfiore e rallentamenti digestivi.

    Oltre ad evitare fermentazione nello stomaco, mangiare la frutta prima del pasto contribuisce a controllare la fame compulsiva e, di conseguenza, a limitare l'introduzione di troppe calorie. Naturalmente l'assunzione di frutta, viene prima di ogni considerazione: meglio a fine pasto che mai.

    L'indicazione non vale per tutti, ad esempio un diabetico, mescolando gli zuccheri semplici della frutta con quelli complessi di un pasto, è in grado di gestire meglio l'incremento glicemico, evitando l'assorbimento troppo rapido degli zuccheri della frutta.

    Suggerimenti alimentari

    Bere durante i pasti

    Viene consigliato di bere il meno possibile durante i pasti in quanto vengono diluiti i succhi gastrici e, per quanto intervengano i sistemi tampone a riequilibrare il pH dello stomaco, la digestione ne risulta rallentata.

    Se si avverte sete è comunque preferibile bere, in quanto è di gran lunga più importante evitare la disidratazione. Per migliorare le proprie abitudini in tal senso, prova a ridurre il consumo di sale e cerca di bere prima dei pasti.

    Abbinare pasta e carne nello stesso pasto

    L'associazione di carboidrati complessi e proteine animali non è indicata a causa dei conflitti enzimatici, che provocano un rallentamento della digestione.
    Per digerire la carne, lo stomaco deve aumentare l'acidità del suo ambiente. Al contrario, per la pasta, l'acidità dev'essere più bassa, altrimenti sarebbe compromessa l'efficacia degli enzimi che digeriscono gli amidi.

    Perciò, quando lo stomaco avverte la presenza sia di carne che di pasta, nel tentativo di digerire entrambi produce un livello medio di acidità, che non è l'ideale per nessuno. Questo causa un allungamento del processo digestivo all'interno dello stomaco, e quindi l'innesco di fenomeni fermentativi.




  • Intolleranza al glutine


    Recenti e numerosi studi suggeriscono di limitare l'assunzione di glutine. Vediamo di spiegarne i motivi. Si tratta di un complesso proteico che si forma durante l'impasto tra acqua e farina di alcuni cereali tra cui frumento, farro, segale e orzo. Conferisce agli impasti elasticità, coesione e migliora il processo di panificazione. Tuttavia ...

    Celiachia

    Durante la digestione, i soggetti sensibili subiscono una reazione di intolleranza allergica, mentre le persone affette da Celiachia (ossia quelle in cui l'intolleranza è nella sua forma più acuta e grave) sviluppano anticorpi che causano vere e proprie reazioni patologiche a carico dei villi intestinali. Si hanno carenze nutrizionali, anemia, affaticamento, abbassamento della forza del sistema immunitario, fino all'aumento dei rischi di mortalità.

    Intolleranza al glutine

    Non si nasce celiaci, ma con una predisposizione che può scatenare la malattia in caso di fattori ambientali quali lo stress, infezioni, gravidanze. Ultimamente le diagnosi di Celiachia sono raddoppiate, grazie anche alla maggior attenzione dei medici verso questa intolleranza, anche se sembra si tratti solo della punta dell'iceberg. Si pensa che su 100.000 pazienti diagnosticati, ne siano attesi oltre 500.000 nella popolazione italiana.

    Sensibilità al glutine

    Dicevamo che non solo i celiaci soffrono di problemi legati all'intolleranza al glutine. Esiste una sensibilità che causa disturbi come gonfiore, affaticamento, problemi digestivi, che diminuiscono notevolmente se viene eliminata l'assunzione di glutine. Questa sensibilità sembra essere molto più diffusa della Celiachia ma, non essendoci valide misure per diagnosticarla, l'unico modo per evidenziarla è eliminare il glutine dalla dieta per un periodo per poi reintrodurlo e verificare se insorgono o meno i sintomi.

    Sintomi indicatori di intolleranza al glutine

    Di seguito presentiamo una lista dei sintomi che potrebbero essere causati da un'intolleranza al glutine. Se si nota la presenza di tre o quattro di questi sintomi, potrebbe essere interessante effettuare una verifica.

    1. Gonfiore a fine pasto (con glutine), seguiti da diarrea o stitichezza.
    2. Stanchezza e affaticamento a fine pasto (con glutine) o affaticamento cronico.
    3. Presenza di una malattia autoimmune come l'artrite reumatoide, la colite ulcerosa o la psoriasi.
    4. Vertigini e mancanza di equilibrio.
    5. Mal di testa frequenti.
    6. Comparsa di piccoli puntini rialzati nella parte posteriore delle braccia.
    7. Dolori alle articolazioni, dita, ginocchia, fianchi.
    8. Ansia, sbalzi d'umore, depressione, iperattività.


    Effetti negativi verso la popolazione non sensibile

    Vi sono ricerche che attesterebbero l'insorgenza di disturbi provocati dal glutine, anche a chi non ha intolleranza o sensibilità. A livello intestinale, ci sarebbe un indebolimento nei filtri che dovrebbero inibire l'assorbimento delle sostanze tossiche presenti nel cibo.

    Alte percentuali nel sangue degli anticorpi del glutine, sarebbero state riscontrate anche in soggetti affetti da patologie di carattere neurologico, come l'epilessia, o di tipo autoimmune come la sclerosi multipla.

    Ridurre le assunzioni di glutine

    Per questi motivi, un numero sempre maggiore di nutrizionisti e dietologi consigliano di variare la propria dieta, inserendo più spesso pasti a base di cereali senza glutine. Ad esempio riso, mais, grano saraceno, miglio e quinoa.


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    All'interno della nostra bottega online, è presente un'intera categoria di prodotti Senza Glutine. Puoi trovare molti e gustosi alimenti da provare, in modo che tu possa mettere in pratica il consiglio di diminuire l'assunzione di glutine, senza dover affrontare il sacrificio di... perderci in gusto.




  • Proteine


    Le proteine sono i mattoni che costruiscono il corpo

    ossia è la materia che costituisce i muscoli, lo scheletro, gli organi interni, il tessuto connettivo e la pelle.

     

    Amminoacidi essenziali

    Le proteine sono lunghe catene di molecole dette amminoacidi. Sono 20 gli amminoacidi indispensabili alla vita organica. proteine

    Di questi, 12 non è necessario siano assunti con la dieta, in quanto l'organismo è in grado di produrli autonomamente. I rimanenti sono gli 8 amminoacidi essenziali e debbono essere ricavati dal cibo.

    I cibi di derivazione animale contengono tutti gli amminoacidi essenziali, mentre i vegetali possono essere scarsi in uno o più di essi. I cereali e la frutta secca sono carenti nell'amminoacido detto lisina, ai legumi manca la metionina. Combinando cereali e legumi, non necessariamente nello stesso pasto, si ottengono tutti gli amminoacidi essenziali.

     

    Metabolismo proteico e massa muscolare

    Una dieta equilibrata deve contenerne non più del 10-15% delle calorie totali. A differenza di grassi e carboidrati, le proteine non possono essere direttamente accumulate come riserva. Quelle in eccesso devono essere metabolizzate dal fegato. Il prodotto di scarto, l'ammoniaca, è altamente tossica e viene smaltita dai reni (con un rischio, a lungo termine, di sovraccarico). Invece, le molecole che escono dal processo digestivo vengono immagazzinate come riserva energetica nel tessuto adiposo.

    Consumare una dieta ricca di proteine quindi, non comporta un aumento della massa muscolare. Queste intervengono nella costruzione muscolare, solo tramite lo sforzo agonistico (che richiede consumo di energia, carboidrati piuttosto). In questo contesto, i muscoli, ricevendo stimoli oltre le loro possibilità, inviano la richiesta di nuovi amminoacidi per aumentare la massa.

    In conclusione è preferibile ridurre il consumo di proteine. Il limite inferiore, detto quota di logorio, si attesta intorno al 2-8% questo significa che l'efficienza del nostro corpo ci lascia un ampio margine.

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  • Calcio, Vitamina D e Osteoporosi


    Il calcio è il minerale più diffuso nel nostro organismo.

    Viene utilizzato per la maggior parte nella formazione e nel mantenimento della struttura scheletrica e dei denti. Le altre funzioni del calcio sono quelle di intervenire nel processo di coagulazione del sangue (fondamentale nelle emorragie), nel rilassare i muscoli (che altrimenti rimarrebbero contratti) e nella conduzione degli impulsi nervosi. calcio

    Vitamina D



    Per poter assorbire il calcio è indispensabile ricorrere alla vitamina D, che contribuisce a fissare il calcio nell'osso. Siamo in grado di sintetizzare tale vitamina esponendo la pelle al sole. Sono sufficienti venti minuti, esponendo viso e mani (per 2-3 volte alla settimana), per generare nella pelle la reazione chimica che produce la vitamina D. La luce filtrata dai vetri di una sfinestra non è sufficiente.



    15 alimenti ricchi di calcio

    La quantità di calcio è espressa in milligrammi ed è calcolata su 100 grammi di alimento.

    Alimento mg
    Basilico secco 2110
    Salvia secca 1650
    Origano secco 1580
    Mandorle 983
    Semi di sesamo 975
    Semi di chia 600
    Salvia fresca 600
    Mozzarella 403
    Rucola 400
    Nocciole 357
    Latte 291


    Come prevenire l'osteoporosi

    Il calcio, insieme ad altri sali minerali in misura minore, costituisce il 25% della composizione dell'osso, per il resto costituito da collagene ed acqua. calcio-ossa

    La struttura scheletrica non è statica ma, come tutto il corpo, è in continuo cambiamento. E' soggetta ad un processo di lento rimodellamento e di mineralizzazione. La massa minerale incrementa, seppur lentamente, nei primi trent'anni di vita, dopodiché il processo subisce un'inversione e comincia la fase di riduzione fisiologica. Si tratta di una tendenza inevitabile, del tutto naturale. Quando però il decremento di calcio diventa troppo rapido, significa che si è innescato un meccanismo patologico detto osteoporosi.

    Esistono alcuni fattori congeniti, quali il sesso (le donne sono più soggette), la diminuzione con l'età degli ormoni sessuali (che hanno un'azione protettiva) o la corporatura esile, per i quali naturalmente nulla si può fare. Tuttavia, per cercare di prevenire l'osteoporosi, è possibile agire su alcune leve.

    • 1. Assumere più calcio attraverso gli alimenti ricchi di questo minerale e, contemporaneamente, ridurre ciò che ne inibisce l'assorbimento (alcol, caffè, fumo).
    • 2. Inserire nella dieta giornaliera più alimenti ricchi di vitamina C (indispensabile per la conservazione del collagene).
    • 3. Aumentare l'attività fisica. La pratica regolare e non eccessiva di sport, soprattutto di contrasto al peso (come gli esercizi in palestra), stimola la calcificazione ossea: l'osso aumenta la sua densità.


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    Numerosi sono anche i prodotti ricchi di vitamina C, in particolare consigliamo il nettare di rosa canina, frutto contenente fino a 100 volte la vitamina C di arance e limoni.



  • Carboidrati

    I carboidrati sono la fonte più importante di energia alimentare.

    Le uniche altre fonti sono proteine, grassi e alcol. Ma le proteine, usate come carburante, sovraccaricano a lungo andare reni e fegato, col rischio di danneggiarli.

    I grassi non sono utilizzabili come fonte d'energia per cervello e sistema nervoso e, comunque, possono favorire molte malattie croniche. L'alcol infine andrebbe evitato come carburante perché altamente tossico per l'organismo.

    Carboidrati

     

    I consigli delle organizzazioni mondiali

    La Fao e l'Oms raccomandano di coprire dal 55% al 75% delle calorie assunte giornalmente con carboidrati, in modo che siano presenti cereali, verdure, legumi, frutta, noci e semi oleosi.

    Il limite massimo deriva dal fatto che l'eccesso potrebbe compromettere l'assunzione di proteine, grassi ed altri nutrienti essenziali. Per esempio livelli di acidi grassi essenziali insufficienti, non assicurerebbero il corretto assorbimento di vitamine e minerali.

     

    Descrizione

    Sono molecole di carbonio e acqua (-idrati) dotate di numerose funzioni biologiche, tra cui quella di riserva energetica e di trasporto dell'energia. Sono tradizionalmente classificati come semplici (o zuccheri) e complessi (o amidi). Questi ultimi sono costruiti dalla somma di molti carboidrati semplici.

    Con poche eccezioni, come il lattosio, sono praticamente tutti di provenienza vegetale.

     

    Contenuto in carboidrati di alcuni alimenti

    Cibi Vegetali di Kcal Cibi Animali % di Kcal
    Cereali 65-85% Carne rossa 0%
    Verdure 50-90% Pollame 0%
    Frutta 90-95% Pesce 0%
    Legumi 65-75% Uova 3%
    Frutta secca/semi oleosi 10-15% Latte vaccino 29-55%

     

    Chetosi, carenza di carboidrati

    Se il consumo di carboidrati nella dieta è inferiore al 10-15% delle calorie totali, si parla di chetosi. In carenza di carboidrati, l'organismo metabolizza i grassi è li trasforma in energia e i prodotti di questa trasformazione sono detti corpi chetonici. Il cervello, abituato ad usare gli zuccheri come carburante, non opera bene, tant'è che possono aversi casi di vertigini e nausea e, da ultimo, problemi di scompenso elettrolitico e danni a fegato e reni.

     

  • MioBIO News: il blog di MioBIO Discount

    MioBIO News è il blog associato al sito MioBIO Discount che vende online principalmente prodotti derivati da agricoltura biologica.

    All'interno del blog cerchiamo di raccogliere informazioni di aspetto nutrizionale, a carattere generale, come i benefici del tè verde o l'importanza dei carboidrati all'interno di una dieta bilanciata. Ad esse seguono le proposte dei prodotti, venduti all'interno del nostro negozio, con una particolare attinenza all'argomento.

    Abbiamo scelto di non introdurre alcuna bibliografia in calce agli articoli, in quanto lo scopo del blog è unicamente quello di dare spunti al cliente interessato a conoscere maggiormente quello che compra e consuma. Chi lo desiderasse è libero di contattarci pe chiedere le fonti utilizzate.


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    A norma della legge 62/2001 questo blog, aggiornato senza alcuna periodicità, non è una testata giornalistica, né un prodotto editoriale. Le immagini tratte da internet saranno rimosse, se dovessero violare il diritto d'autore.

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